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Storia

Un borgo fortunato

Nel mondo esistono due città chiamate Pollentia. La prima, fondata dai Romani in Piemonte nel II secolo a.C., è quella che oggi conosciamo come Pollenzo. L’altra, anch'essa di origine romana, fu fondata circa cent'anni dopo sull'isola di Maiorca e oggi è nota come Pollença. Sebbene sia difficile confonderle, è lecito chiedersi perché i Romani scelsero lo stesso nome per entrambe le città. Non si tratta di mancanza di fantasia: in latino, pollentia significa ricchezza, forza, potenza – un buon auspicio che ha accompagnato questo luogo nel corso dei secoli.

Che sia per il nome, il destino o il semplice corso della storia, Pollenzo ha sempre goduto di una fortuna particolare. Il borgo in cui ci troviamo affonda le sue radici nel 179 a.C, quando gli insediamenti Romani giunsero tra le Langhe e il Monferrato. Da allora, Pollenzo ha attraversato epoche di espansione, momenti di gloria e periodi di trasformazione, fino a diventare parte dei domini sabaudi nel 1762.

La nascita dell’Agenzia

Fu Re Carlo Alberto a rimanere affascinato da questo borgo e ad avviare, dal 1832, un importante progetto di riqualificazione che trasformò completamente il borgo. Tra le opere realizzate: la torre affacciata sulla piazza della chiesa, la parrocchia di San Vittore e 4 tenute sperate.

La più grande e importante di queste era l’Agenzia che, nei piani del Re, non doveva soltanto ospitare la sede direzionale della famiglia Savoia, ma diventare una masseria modello dove migliorare le pratiche agricole e sperimentare nuove tecniche di vinificazione.

Un Reale Podere che cambiò la storia del vino piemontese

Fu Re Carlo Alberto a rimanere affascinato da questo borgo e ad avviare, dal 1832, un importante progetto di riqualificazione che trasformò completamente il borgo. Tra le opere realizzate: la torre affacciata sulla piazza della chiesa, la parrocchia di San Vittore e 4 tenute sperate.

La più grande e importante di queste era l’Agenzia che, nei piani del Re, non doveva soltanto ospitare la sede direzionale della famiglia Savoia, ma diventare una masseria modello dove migliorare le pratiche agricole e sperimentare nuove tecniche di vinificazione.

Una storia che continua

Dopo decenni di abbandono e l'alluvione del 1994, il complesso carloalbertino è stato riportato al suo splendore grazie a un’idea di Carlo Petrinifondatore di Slow Food.

Il progetto di recupero, completato nel 2004, ha restituito splendore alla Tenuta e ha trasformato Pollenzo in un polo unico al mondo dedicato alla cultura del cibo e all’ospitalità. Infatti, oltre all’Albergo, il restauro ha anche dato vita all’Università di Scienze Gastronomiche, alla Banca del Vino e al Ristorante Garden.